ARS - Chi siamo


ARS: Archivio dei Riformisti Socialisti.


Promosso da Pieraldo Ciucchi e Gianni Bonini, storico sindaco di Reggello il primo, segretario e consigliere regionale socialista in seguito, Presidente di Fiorentinagas nei primi anni novanta il secondo, per poi imboccare una carriera di manager del mondo dell’energia, insieme a Debora Degl’Innocenti, esperta di agricoltura e comunicazione e Matteo Gerlini, docente di geopolitica allievo di Ennio Di Nolfo, non è un nuovo soggetto politico, nè un movimento d’opinione e nemmeno un’associazione storicoculturale.
È un progetto “politico” nel senso alto del termine aristotelico, che si è dato la missione di contribuire a riscrivere la più bella storia del riformismo socialista a partire dal luglio del 1976, quando Bettino Craxi fu eletto al Midas segretario del PSI e trasformò una forza minoritaria della sinistra italiana, fino dal 1921, in un nuovo protagonista in Italia ed a livello internazionale; un periodo storico che sta approssimativamente tra l’affare Moro e l’epilogo della guerra fredda con le sue ricadute drammatiche, di cui la desertificazione della Prima Repubblica per mano giudiziaria è stato l’epifenomeno più eclatante.
E vogliamo assolvere questo impegno raccogliendo e valorizzando le testimonianze orali e documentali disperse di tanti attori collettivi ed individuali di quel mondo riformista e socialista a cui una forma, talvolta violenta altre volte subdola, di damnatio memoriae ha impedito di onorare e coltivare con orgoglio un patrimonio politico che ha segnato la crescita dell’Italia e che ha fatto di un Paese uscito sconfitto ed umiliato dalla guerra addirittura la quarta potenza economica mondiale. L’esatto contrario della favola corrente sul debito pubblico che invece è aumentato esponenzialmente proprio negli ultimi vent’anni con le privatizzazioni e l’adozione supina dell’euro.
Ci è di esempio e di guida l’eccezionale lavoro fatto dalla Fondazione B. Craxi che, dopo la morte in esilio dello statista socialista, ne ha tutelato l’immagine e la verità storica.
Ci ispira la coscienza della necessità di arrestare la tendenza gonfiata dall’utilizzo becero e anti politico dei cosiddetti “social media” e di ridare piena dignità alla Politica, con la P maiuscola ed al suo naturale bisogno di esprimersi attraverso la comunità fisica delle persone, con il confronto ed il dibattito, sottraendoci ai rischi di una società distopica sottoposta alla censura del pensiero unico e dell’omologazione culturale.
Alla voci che vogliamo recuperare si affianca il tentativo di estrarre quanto di quella storia sia ancora utile per rilanciare un nuovo modello di Welfare, incardinato su quella teoria dei “meriti” e dei “bisogni” che fu alla base dell’iniziativa riformista tutta protesa a salvaguardare l’identità civile italiana dentro un’Europa equilibrata e mediterranea. La sconfitta di questo disegno all’inizio degli anni novanta spiega i nostri tempi difficili.
Chi siamo infine? Ai promotori si è aggiunto un gruppo di compagni di strada, alcuni con un vissuto importante tutt’altro che rassegnati, altri giovani che non sono soddisfatti delle risposte della politique d’abord, uniti dalla convinzione che va ricucita la storia d’Italia, non solo di quegli anni formidabili e che il ruolo dei Riformisti Socialisti è più attuale che mai. Senza memoria non c’è futuro.